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lunedì 2 marzo 2009

LAZIO - BOLOGNA




Il ritrovo è fissato per le 10:30 in bocciofila, e per le 11 e qualcosa siamo già belli stipati nel pulman assieme ai Forever Ultras (che ringraziamo) sulla strada per Roma; noi siamo in undici e ci presentiamo con 24 litri di birra… Dopo le classiche soste all’autogrill, tra un coro e l’altro, alle 16 circa siamo al casello di Roma, dove ad attenderci troviamo un numero spropositato di poliziotti che molto tranquillamente perquisiscono i 4 pulman, ci controllano i bigletti e ci scortano allo stadio, facendoci fare un giro allucinante e passare attraverso centinaia di tifosi laziali…

Ci “ricompattiamo” subito dopo i tornelli per entrare tutti e 11 assieme, quando sono ormai le 17:20; attacchiamo nella balaustra a metà settore ospiti il nostro stendardo e sventoliamo la bandiera con l’8 di Bulgarelli in un olimpico semideserto.



Dopo diversi cori offensivi da una parte all’altra, poco prima del fischio d’inizio, i genitori di Gabriele Sandri corrono sotto la nord a baciare lo striscione in sua memoria e dopo aver rispettato in silenzio gli applausi ed i cori dei laziali, rispondiamo anche noi chiedendo, con un coro cantato a squarciagola ed applaudito da tutto lo stadio, giustizia per Gabriele. CHI DIMENTICA E’ COMPLICE.

La partita è un qualcosa di imbarazzante. Riusciamo a tirare in porta solo un paio di volte in maniera ridicola, e a far segnare Zarate, che non segnava da 4 mesi, una bella doppietta.

Nonostante questo cantiamo incessantemente per tutta la partita e dal 2-0 in poi iniziamo con la nostra classica e genuina goliardia che ci caratterizza, salutando comunque la squadra con un “Siamo sempre con voi”.

Ci apprestiamo a “scontare” la classica oretta dentro al settore ospiti al termine della gara, mentre vediamo sfollare i tifosi laziali tra cui un padre che, nonostante i tentativi del figlio di neanche 10 anni di trascinarlo fuori dallo stadio, inizia ad insultarci inspiegabilmente fino a richiedere l’intervento degli steward…mah…

Finalmente verso le 21 ci fanno uscire e così possiamo rimetterci in cammino verso Bologna. Ora, di solito, dopo una “partitaza” come quella di Sabato, il viaggio di ritorno dovrebbe essere una tragedia, con gente che scanchera, che dorme, che si deprime etc etc… Non per noi. Non smettiamo per un attimo di cantare cori stupidi ed autoironici per tutto il viaggio, facendo un casino tremendo e divertendoci come pazzi. Personalmente è proprio questo, assieme all’onore e l’onere di portare in giro per l’Italia i colori della mia città, il motivo che mi spinge ad andare sempre in trasferta nonostante tutte le delusioni che abbiamo avuto e che continuiamo inesorabilmente ad avere…

Dopo la lieta notizia dell’uscita obbligatoria a Sasso, accolta molto serenamente dal pulman con ogni genere di imprecazione arriviamo in bocciofila per le 2 circa, stanchi e delusi per la squadra ma anche sereni e divertiti per la balotta!!



AVANTI CONTROTENDENZA


Jerry

venerdì 30 gennaio 2009

atalanta-Bologna 0-1 (clicca e vedi il video)



(foto di volpi e osvaldo presa dal sito ufficiale)

Mihajlovic torna a caricare i suoi dalla panchina,e il gruppo sembra
veramente somigliargli sempre di piu' per carattere e grinta.
Poche occasioni da entrambe le parti,l'atalanta sfiora la rete
ad inzio ripresa con una traversa e nel finale.
Volpi inganna Coppola con una punizione da trenta metri.
la difesa protetta bene dal centrocampo riesce per la seconda volta
ad uscire imbattuta!



BOLOGNA-ATALANTA 1-0 (0-0)
Atalanta (4-4-1-1): Coppola5,5; Garics6, Talamonti 5,5(9' st Capelli5), Manfredini6, Bellini6, Ferreira Pinto5,5 (38' Cerci sv), Cigarini6,5, Guarente5,5, Valdes5 (28' st Vieri5), Doni5,5, Floccari5,5. (Consigli, Peluso, De Ascentis, Padoin). All.: Delneri
Bologna (4-4-2): Antonioli6, C.Zenoni6, Terzi5,5, Moras 6, Lanna6 ,5, Valiani 5,5(42' st Amoroso), Volpi 7, Mingazzini 6, Rodriguez5,5, Osvaldo 6,5, Di Vaio 6(Colombo, Bernacci, Castellini, Casarini, Coelho, Belleri). All.: Mihajlovic
Arbitro: Giannoccaro di Lecce
Rete: 34' st Volpi
Angoli: 9-8 per l'Atalanta
Recupero: 2' e 4'
Ammoniti: Terzi, Zenoni, Capelli e Doni per gioco falloso
Spettatori: 12.000

che bella serata!
restituiamo ai bergamaschi il gollonzo dell'andata,
portiamo a casa tre punti d'oro e intravvediamo
dei movimenti che ci piacciono assai da Osvaldo.

onore alla curva bergamasca rimbombante di tifo;
ma penso che anche noi ci siamo fatti sentire visto che
ci saremo fermati 3 minuti in tutto il match....

in autostrada facciamo pure in tempo a dare "cinque" ai giocatori...

...avanti cosi' senza tregua arrivano i viola!



sesar

lunedì 22 dicembre 2008

venerdì 7 novembre 2008

..Cagliari.......

sole splendido,nessuna scorta,massimo polleggio........porceddu' e vino.....
Arrivano i nostri "guerrieri".........

e poi?......niente e' finita li'!

martedì 4 novembre 2008

cagliari bologna


intanto un grazie a tutti i compagni di viaggio per i bellissimi 3 giorni passati assieme, io personalmente non li dimenticherò mai.
poche volte ho riso così tanto e con così tanto gusto.
la partita non è mai esistita.
domani magari scrivo qualcosa, ma intanto volevo solo ringraziarvi e dirvi che vi voglio bene.

ps: geronimo ci dovrebbe fare un cd con tutte le foto.
intanto ne posto due, una con la sorella della moglie di carrus e una di 3 bei personaggini durante l'intervallo, quando il tracollo non era ancora immaginabile:




[gianluca]

lunedì 6 ottobre 2008

CTB a s.siro



qua potete trovare tante altre foto fatte da valentino, direi un fotografo coi fiocchi

lunedì 1 settembre 2008

Resoconto trasferta di Milano

Una giornata come quella di ieri, un godimento, un’estasi, una felicità come quella di ieri me la ricorderò finchè campo.
Una giornata che ci ha visti protagonisti, come città, come tifoseria e come persone. Ecchissenefrega se i prezzolati delle televisioni glisseranno su tutte queste cose, troppo impegnati a parlare della foca con la paresi brasiliana. Chissenefrega, sono cose nostre, è il nostro orgoglio è un fatto privato di una città, e mi va bene che sia così. Della gloria mediatica m’interessa il giusto, consapevole della sua vacuità, mi consolo sapendo che Noi sapremo raccontarla e che ci sarà qualcuno disposto ad ascoltare.

Una giornata iniziata con il risveglio brusco di una chiamata alle 9 e 40 di Elia: “Dove sei? Siamo qua che t’aspettiamo?” Il tempo di rendermi conto che 3 ore prima mi ero addormentato con il telefono in mano nel vano tentativo di puntare la sveglia e in 5 minuti in condizioni vagamente confuse sono in macchina che cerco di raggiungere gli altri.

Alla fine arrivo in bocciofila alle 10 e ci sono tutti: il russo, con due bottiglie della spesa piena di birra, mark da Firenze e il suo amico d’Arezzo (non riesco mai a ricordarmi il suo nome) con un’espressione quasi più a pezzi della mia, Elia, Tommy, Ugo, Cesare, Alpha, un posato Marylin Mattiols e Luca con bambino al seguito (che poi non ho capito una cosa: ma era figlio tuo?, ma quanti figli hai?). Mancava solo l’inglese, in Spagna per lavoro, e credo che si starà ancora mangiando le mani.

Siamo in pullman con i Freak, pullman che tarda ad arrivare perché l’autista s’è perso da qualche parte fra Casalecchio e Bologna. “Partiamo” bene, mentre partono i pullman dei club, gli Ultras invece decidono di aspettarci. Alle 11 con un’ora di ritardo spunta l’autista e inizia un simpatico siparietto con un ragazzo degli ultras.

Il viaggio procede bene: decido di bloccare il mal di testa che sta montando nella busta delle birre del russo e in un bicchierino di vodka per rischiarare l’ugola e non so se questo ha un legame con il fatto che inizio ad innamorarmi dei capannoni industriali. Elia decide d’imitare i freak nella loro specialità ed ecco che un capannone risponde ad un mio richiamo e ci giuriamo eterno amore.
Dopo Parma rimaniamo bloccati nel traffico. Un modenese in una slk cabrio con la maglia di kakà fa un bagno d’umiltè e decide di chiudere la capote, mentre i blu mossi a pietà decidono di scortarci lungo la corsia d’emergenza e ci fanno saltare la coda.

Arrivo a Milano: gestione che lascia molto a desiderare del traffico e rimaniamo imbottigliati nelle code dei tifosi locali, oltre a qualche sfottò non succede nulla. Non è il luogo e non è il caso.
Passiamo i 3 blandi controlli all’ingresso (e quindi le pezze passano) e inizia la corsa lungo le rampe, infinite, che portano al terzo anello.

Siamo dentro. Il grosso del pubblico c’è già. Con qualche difficoltà riusciamo a prendere posto in balaustra poco di fianco agli ultras. Mi tocca quasi litigare con una coppia d’umarell che volevano star seduti dietro le pezze, poi dopo la frase “ok, io non ti voglio far spostare ma chi è qua canta per 90 minti di seguito” la moglie decide di trascinarselo via.
Si parte e si capisce da subito che non c’è paragone con i milanisti. Abbiamo una carica che metà basterebbe, una fotta, una voglia di essere protagonisti, di far capire a tutti che siamo tornati, che fa vibrare il nostro settore. Siamo in 4000 mila, siamo 4000 mila voci che urlano di gioia. E di rabbia. E vaffanculo a tutto lo stadio. E vaffanculo a Galliani. E a quel pirla di tuo figlio. E secondo me questa carica arriva la giù, 50 metri più in basso dove i nostri combattano a viso aperto e lottano consapevoli che non bisogna essere comparse alla festa del padrone.
Io vengo letteralmente rapito, la partita non la vedo e non la capisco, oggi mi sono dato un altro compito e appollaiato la su, girato verso il nostro settore, beh, sto da dio, in totale estasi.
Partono dei cori spettacolari, l’armata rimbomba nel catino di san siro e sul 2 a 1 per noi quasi non ci credo e casco per terra nel delirio generale.

Finisce la partita e mi trameno la gambe. È adrenalina che mi scuote il corpo. È la voglia di abbracciare gli altri ragazzi. E’ che abbiamo vinto a San Siro contro il milan, mentre 4 mesi fa perdevamo in casa del Grosseto per 3 a 0.

E siete al cinema. E vaffanculo a tutto lo stadio. E salutate la capolista!!!

Ps: milanisti: si è sciolta la fossa e si sapeva. Avevano grossi problemi e si sapeva. Ma così grossi non credevo. In curva hanno solo uno striscione “curva sud milano”, immenso, che in altri tempi magari poteva risultare bello, ma adesso fa solo gran tristezza e a pensare che su quelle balaustre si è scritta bene o male la storia del movimento italiano un po’ dispiace che sia finita così.


gianluca

domenica 11 maggio 2008

Resoconto trasferta di grosseto

io sto cercando di rimuovere tutto, è un lavoraccio ma lo devo fare

io devo rimuovere, altrimenti non riuscirei a tornare allo stadio senza prendermi a schiaffi in faccia da solo per quanto sia ridicolo e patetico il mio attacamento ad una squadra che mi piglia per il culo.

oggi non l'ho presa affatto bene.

quindi oggi siamo andati a fare una gita, abbiamo mangiato in un posto splendido, ci siamo divertiti fra di noi, abbiamo scoperto che claudio ha una vita sessuale più interessante di tutti quanti noi messi insieme, e basta.

non è successo altro.

gianluca
e va bene così .

lunedì 10 marzo 2008

trasferta di di Lecce

VIAGGIO D’ANDATA

2 bottiglie di rosso
6 bavaria da 66
varie ed eventuali
2 panini con la mortazza
2 con lo speck
1 pacco di gocciole
il tutto in rigoroso ordine d'importanza.

Questo era il mio zaino prima della partenza per Lecce. Al ritorno mi ritrovo con ancora due panini allo speck e un 10 euro in meno perché le birre sono finite all’altezza di Bari verso le 8 del mattino di sabato. E’ probabile che questo sia l’indice migliore per capire che è stata una delle trasferte in cui mi sono maggiormente divertito.
Ma proviamo ad andare con ordine, anche se ammetto che mi risulta difficile, visto che la scansione temporale è confusa fra gag, aneddoti, stimoli d’ogni tipo, birrette e espansioni edilizie made in dadda.

Ritrovo in bocciofila alle 11 e 30. Del nostro gruppo alla fine siamo in due: io ed un Elia stranamente meno casual del solito. Dato ciò era normale decidere di aggregarsi in pullman con gli ultras. Pullman pienissimo composto da praticamente tutti i gruppi della curva (ultras, freak, bologna 82, sgp, noi) a riprova dell’ottimo clima che si respira in curva.
Si parte. Si stappano le birre. Si festeggia. Si vomita anche, ma questa è un’altra storia e io non c’entro. Si va piano, tanto c’è tempo e ci si ferma ogni tre autogrill. Alle tre di notte si è ancora ad Ancona e parte il quiz show, protagonista la Billa che viene presa in mezzo ad un bombardamento di domande sui gruppi ultras di ogni angolo d’Italia [a proposito ma Domodossola dove cazzo è?] ma anche grazie al 50 e 50 e all’aiuto da casa riesce ad uscirne quasi indenne. Si stappano le birre. Si affumica il pullman tanto che anche l’autista da chiari segni di sbandamento. Si festeggia. Ci si ingubbia un po’. Alle 8 pare che siamo a Bari. Ennesima sosta in autogrill, colazione tra baristi strambi e donnoni impellicciati che sembrano usciti da una commedia sexi anni 70 con lino banfi. E’ il sud, bellezza, mormoro fra me e me. L’autista che nel frattempo barcolla visibilmente, diminuisce l’andatura a 60 km all’ora e sembra di non arrivare mai.

A questo punto occorre un diversivo, ed ecco che il diversivo si materializza in un giornalino porno, gentilmente regalato dal gestore dell’autogrill. Giornalino porno che al suo interno, come ogni giornalino porno che si rispetti, ha un improbabile fotoromanzo erotico con protagonista la solita ragazza sola che va in un centro massaggi con tutto quello che ovviamente potete immaginare. No, non mi sono appartato in un angolo del pullman a riflettere sul contenuto socio-psicologico del fotoromanzo, semplicemente la storia è stata magistralmente interpretata dalla Billa, sempre più mattatrice del viaggio d’andata, interpretazione che al momento è al vaglio della giuria del telegatto per una menzione speciale all’interno sezione “casalingue del terzo millennio”. La storia deciderà per il suo destino, al momento non mi resta che dirle “forza Billa, la nord è con te!”.
Si stappano un po’ meno birre, anche perché le ho finite, l’occhio si appanna, il sole sorge e i pinguini mi fanno ciao, ma forse si tratta solamente di un sogno confuso.


LECCE [ Daddatown]

San Cataldo per la precisione. E’ mezzogiorno e si decide di svernare in questo luogo post atomico per 3 ore in attesa della partita. Il tempo di una splendida foto di gruppo e inizia la perlustrazione del territorio: cani con malattie ancora da scoprire ci scortano fra strade desolate, ville che hanno conosciuto tempi migliori e pescatori avulsi da ogni luogo e tempo. Dei tedeschi in vacanza fuori stagione ci guardano come se fossimo un branco d’antilopi nella savana e ci scattano un paio di foto.
Qualcuno decide di entrare in un “ristorante” a mangiare qualcosa, ma a giudicare dai racconti post pranzo [si narra di un vino che sembrava olio di semi di girasole, che probabilmente i locali usano al posto della benzina] la scelta del “daddatidadelpane” è stata la scelta migliore.

Cos’è il “daddatidadelpane”? Stolti, non potete capire. Il “daddatidadepane” è il centro, il fulcro, l’ombellico, di un nuovo progetto edilizio che cambierà le sorti del salento tutto, del bologna fc e delle vite di tutti voi. Posto in posizione strategica tra il nulla e i suoi derivati, con la benedizione di alcuni parenti albanesi, il “daddatidadelpane”, insieme al “dadar”, sarà il centro d’aggregazione di una nuova comunità formata da uomini nuovi che non temono il giudizio divino. Un non-luogo tra la terra e il mare, dove le giraffe possono scoreggiare senza temere ritorsioni d’altri animali, dove i coccodrilli hanno un ruolo chiave e dove ogni buon tifoso del Bologna troverà una casa, un lavoro e la sua realizzazione. Casinò, casino e circo. Tre C. Tre speranze. Tutto questo è “daddatown”. E’ solo questione di tempo. Due tre anni al massimo. No, non sono ubriaco. Adesso, almeno. Quando “daddatown” era molto più di un’idea tutti lo erano, ubriachi intendo. Quindi spero mi perdonerete questa digressione ma era doverosa.


STADIO

Alle 14 e 30 si sale sul pullman. Si arriva allo stadio. Perquisizioni molto rigide non senza polemiche. Personalmente avrei molte cose da dire [e mi faccio un attimo serio] perché ho dovuto subire minacce di diffide gratuite da parte di un funzionario locale, però taccio perché non è questa la sede, mi limito a rimandarvi a questo video che a mio avviso riassume in modo trasversale il clima di repressione che si respira nel nostro paese.

Siamo in 170. E’ un buon numero. Un numero che poche tifoserie [escludendo Bari] possono raggiungere. Alla faccia di chi ci vuole male. Ci posizioniamo abbastanza compatti nel settore basso con il nuovo stendardo in vista [per l’altro rimando al link….], mentre gli striscioni dei club sono posizionati nella parte superiore. I leccesi non hanno striscioni in curva [anche se durante la partita espongono uno striscione “all’attacco!” per pochi secondi] e ci fanno pervenire un loro comunicato dove affermano che per la loro festa del centenario allo stadio non organizzeranno nulla per non dover chiedere autorizzazioni, mentre opteranno per una festa per le vie della città. Personalmente trovo questa loro scelta più che giusta e coerente e auspico che venga presa in considerazione fra un paio d’anni. Per parlare della partita sono poco indicato, anche perché il “daddatidadelpane” mi ha dato poco pane ma tante birre e ricordo poco se non un Amoroso in gran spolvero, una difesa solida e un Lavecchia che mi esalta sempre di più. Il nostro tifo è buono, nulla di trascendentale, anche perché non pochi accusano il viaggio e rischiano lo svenimento, ma rimane comunque costante per tutta la partita, con alcuni buoni picchi [l’armata, che ci viene sempre bene, e un paio di “forza ragazzi” che si sentono anche nella sintesi di 90° minuto]. I leccesi sono in tanti, curva piena e anche loro hanno buoni picchi, ma anche alcuni passaggi a vuoto. Oltre ad un paio di insulti reciproci di routine, si segnalano anche alcuni cori in comune contro la repressione.

Tutto fila liscio, liscio la maglia di Castellini che mi passa a tre centimetri, e attendiamo un’ora per uscire dal settore


VIAGGIO DI RITORNO. [+qualche considerazione]

Procede tranquillamente, con pochi momenti degni di nota, se non fosse altro per qualche confidenza hard della maddy [che tengo per me…] e un 30 minuti di disco time che hanno messo a dura prova il mio orecchio e la tolleranza d’Elia che sono sicuro che dentro di se invocava l’intervento della la polizia della musica. Poi, dopo una sosta in quel di Bari dove un buttafuori è stato messo a guardia del frigo delle birre, dove un camion ha rischiato di mettere fine alla mia esistenza ( a proposito devo ringraziare una ragazza dei freak che mi ha salvato la vita), dopo un momento d’introspezione a Cerignola dove ammirando un’astronave incastrata nel terreno (no, non sono ubriaco) ho ripensato ad un momento speciale della mia vita (…), all’altezza di Pescara sono entrato nel mondo dei sogni, intervallato solamente dalla testa d’Elia che pericolosamente si adagiava su di me facendomi venire qualche dubbio, risvegliandomi come per magia in quel di Bologna.

Mi rimane giusto il tempo di ringraziare gli Ultras per l’accoglienza con loro e per i bellissimi momenti d’aggregazione passati assieme. Non so bene il parere di chi leggerà queste righe, ma mi verrebbe d’invitare chiunque pensasse di avere un (pre)giudizio sugli Ultras del Bologna a vivere una trasferta insieme a loro prima di formularsi qualsiasi forma d’opinione. Certi valori di gruppo, d’amicizia e di rispetto non s’imparano il sabato pomeriggio in via Indipendenza, ma sono altrove. Sono tra chi, nonostante un mondo che rema contro, porta avanti uno stile di vita, nel bene e nel male, che cerca di veicolare un concetto che in una società come la nostra non ha senso perché non è monetabilizzabile: la partecipazione. Sembrerà stupido semplice o riduttivo ma io trovo che le forme di partecipazione disinteressata a questo mondo siano una rarità da salvaguardare e non da reprimere perché come diceva qualcuno molto prima di me: “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”


Gianluca

domenica 20 gennaio 2008

Resoconto trasferta di Pisa

LA MAIALA DI TU MA’, volendo potremmo intitolarla così la giornata di oggi. Perché? Beh, dovevate esserci per saperlo.

Sveglia alle 8 e 30 in stato abbastanza penoso, alle 9 mi raggiunge Pier a casa in stato più penoso del mio. Ci eravamo lasciati giusto 5 ore prima in evidente stato confusionale dopo una notte brava al Covo. 1 litro di caffè a testa e siamo appena presentabili.

Appuntamento sotto casa dell’inglese dove ci raggiungono con solo 15 minuti di ritardo Bomber, Marylin, Alpha e Gibo. Altro ritrovo a Casalecchio e ritroviamo belli pimpanti e rilassati il meno casual del solito Elia, Cesare e tutta la creme della creme del forum rossoblu: saiano, ab, alex e big bang. A Cantagallo si aggrega le sezione veneto, formata da Pedro, Alessandro più una new entry che spero mi perdonerà, ma ho dimenticato il nome. A Firenze verrà prelevato al casello Mark, il fiorentino tedesco bolognese, che non ho ancora capito come mai si è ritrovato a tifare Bologna, ma poi ripenso a me e capisco che tutto è possibile a questo mondo.

Dopo aver minacciato big bang di un cambiamento di programma per andare a trovare il suo idolo Ulivieri in una trattoria a s.miniato, avvistiamo la torre di Altopascio, sede del “ristorante” scelto da Cesare grazie alla guida on-line “il mangione” che visto l’ottimo risultato diventerà la mia nuova bibbia.

Altopascio è carina, peccato che in 20 secondi l’hai già girata tutta. Ma in quei 20 secondi scopriamo tutto un microcosmo sospeso tra antico e moderno: la vecchina in piazza che fissa il vuoto, un tifoso della lucchese che ci spiega tutto il suo odio per i pisani e delle inspiegabili figure che saltano all’unisono davanti ad una macchina fotografica. Poi capiamo: stanno facendo delle foto per un catalogo, probabilmente della ditta locale di cotonfiok, e a quel punto i più privi di qualsiasi senso della vergogna e del buon gusto di noi, decidono di prestarsi al gioco e si fanno fotografare mentre compiono atti osceni e pose imbarazzanti. L’anima casual e misantropa del gruppo, di cui mi onoro di far parte, fissa in disparte e scuote la testa in segno di disapprovazione
Stranamente siamo in anticipo clamoroso, quindi per mezz’ora si cazzeggia in piazza parlando di filosofia teoretica, fisica quantistica e dell’annosa questione della deforestazione mondiale, che è solamente un modo forbito e poco originale per dire che si parlava di calcio, pompini e cibo. I tre pistoni dell’universo. Era la prima trasferta senza donne al seguito, cercate di capirci.

Si mangia! Eccome se si mangia! Una quantità di antipasti imbarazzanti, tra cui uno strano piatto a base di orzo che suscita la curiosità generale di noi rudi animali abituati ad ingurgitare solo qualsiasi intruglio di derivazione suina. E vaffanculo ai vegetariani ( si, lo so, non centra nulla ma è una cosa che ho sempre sognato di dire). Il vino è anche discreto e va giù bene, direi molto bene. I primi sono un bis di spaghetti di cui il minimo cumun denominatore è l’unto. Capirete che per me questo è sufficiente e il fatto che uno fosse col granchio e l’altro con le olive conta poi relativamente. I secondi non ci sono, ma non ci sarebbe stato neanche spazio dove inserirli. Caffè, bottiglioni di grappa, limoncello, sambuca e Montenegro a disposizione, 20 euro (ah, grazie a tutti…) e via andare, che una partita ci attende.

Si arriva a Pisa. L’inglese compie delle prodezze automobilistiche da far impallidire Sébastien Loeb e in sol colpo saltiamo tutte le file perché “BISOGNA raggiungere gli autobus!” e non c’erano pedoni, semafori, rotonde, vigili urbani isterici, animaletti sprovveduti che attraversavano la strada ad interporsi tra il provetto schumacher e il suo imperativo categorico.

Parcheggiamo alla cazzo di cane (meglio soprassedere su alcuni particolari..) in una viuzza laterale con vista piazza dei miracoli, raccogliamo “armi” e bagagli e affrontiamo l’assurdo budello per entrare nel settore (L'ingresso della curva ospiti è una cosa orripilante: un imbuto ad altissimo rischio perchè si rischia di rimanere schiacciati a delle transenne messe alla cazzo. una cosa del genere non l'avevo mai vista, fortuna che gli animi erano perlopiù tranquilli e tutto è filato liscio.)

Perquisizione morbida da parte delle forze dell’ordine tra cui riconosciamo qualche faccia “amica”, passaggio dal tornello-macchina-fotografica (“ehi lei, si tolga cappello e occhiali!” “perché?” “perché il tornello le fa la foto” “fa anche il caffè? e se non volessi essere fotografato?” “non glielo consiglio” “ok, ha uno specchio che mi sistemo i capelli, sa ci tengo a certe cose…”) e tutti dentro. Anzi no, ritorniamo fuori, riavvolgendo il nastro. Già fuori dal settore l’entusiasmo era alto, perché in fila con noi c’era Davide Bombardini (infortunato) che è venuto a vedersi la partita insieme a noi con la sua balotta, subendo le nostre stesse gioie dolori e vessazioni (anche lui ha subito la perquisizione da capo a piedi!!).

E ora finalmente la partita, che come al solito vedo e non vedo, in quanto totalmente avvolto dalle tre T, che in questo caso sono: tifo tensione e tabagismo. Come è andata lo sappiamo tutti e credo che la cronaca non sia quello che v’interessi, però sta volta ci inserisco anche le pagelle, così tanto per:

Antonioli 6,5 . il ,5 è per l'ottima sicurezza nelle uscite di oggi, cosa insolita.
Daino 5 avete presente il giocatore dell'anno scorso? ecco era lui. una giornata storta può capitare.
Castellini 7 c'è poco da dire..
Terzi 7 oggi l'ho visto molto bene: avete presente il terzi di due anni fa? ecco era lui
Bonetto 6 dalle sue parti dei bei duelli, alcuni li perde altri li vince
Mingazzini 6,5 il ,5 è per quel recupero nel secondo tempo da ultimo uomo. per il resto ultimamente è poco lucido in fase di possesso.
Carrus 6? 7? sinceramente non saprei. ha fatto dei recuperi eccezionali. spuntava ovunque ma oggi impostava da schifo.
Amoroso 5,5 non mi è piaciuto particolarmente
Lavecchia 6,5 il ,5 è per i primi 20 minuti ad un ritmo indiavolato
Bucchi 5,5 aspettiamolo
Marazzina 6,5 il, 5 è per un paio di recuperi in fase difensiva da applausi. Quando è caduto a terra e sembrava si fosse fatto male sul serio ho passato i più brutti 2 minuti della mia giornata

Arrigoni: 7 I cambi tardivi sono un falso problema. lui voleva che la partita si svolgesse esattamente come si è svolta, imho

adailton sv
di gennaro: 7 ma solo per quel numero che ha fatto sulla fascia saltando 3 uomini.

TIFO: 7,5 . Eravamo tanti, come da non so quanto tempo, escludendo Parma di 3 anni fa. Ci sono stati dei picchi notevoli, specialmente all’inizio del secondo tempo e nel prepartita. Mi dicono che anche la sciarpata è venuta bene. Gli sfottò ci sono stati, tanti e variegati. L’armata è il coro che ultimamente ci riesce meglio e forse proprio per questo rimpiango un po’ che non si faccia più il “Vinci per noi” ripetuto un’infinità di volte. Però ci sono dei però. E’ un po’ di tempo a questa parte che ho la sensazione che, escludendo il centinaio di persone che cantano per tutti i 90 minuti, sia la squadra a trascinare il pubblico e non più l’incontrario. Gente che s’infoia quando conquistiamo un angolo e che se questo va male, scanchera e smette di cantare, per poi riprendere solo alla prossima azione pericolosa. Insomma, non è così che dovrebbe essere. E forse ci vorrebbe più incazzo verso queste derive proprio da quelli che cantano sempre (noi per primi, come gruppo). So che è un discorso complicato e delicato e non è che la gente vada obbligata a cantare, ma quasi…

PISANI: bella curva, non c’è che dire. Anche loro sentivano molto la partita e non a caso preparano una bella coreografia di bandiere che coprono l’intera curva, sia all’inizio partita e poi a più riprese durante la stessa. Fanno anche 3 sciarpate ma solo la prima è veramente ottima, con partecipazione dei distinti. A livello canoro si è capito poco, vuoi per la distanza, vuoi perché non stavamo mai zitti, quindi sospendo il giudizio.

Il viaggio di ritorno merita un capitolo a parte perché ci sono aspetti da “polizia della musica” che meritano una trattazione dettagliata e ora sono le 2 di notte e tendo al rincoglionito andante.

A domani per aggiornamenti.

Gianluca

sabato 12 gennaio 2008

La trasferta a Trieste del Settembre 2007


VINCI PER NOI!

E finalmente alla terza trasferta dell’anno si riesce ad organizzare un pulmino come si deve. Anzi in realtà i pulmini sarebbero dovuti essere due, ma se un giorno vi capiterà d’affrontare il magico mondo del noleggio pulmini 9 posti, armatevi di santa pazienza e forse riuscirete ad uscirne vivi. In alternativa un fondo spese illimitato potrebbe essere di vostro vantaggio, ma non era il nostro caso.Dicevamo: un pulmino da 9 e 2 macchine. Orario di ritrovo alle 9 e 30, alle 10 siamo la metà, alle 10 e 15 perdiamo dei pezzi, alle 10 e 30 ci ricomponiamo, alle 10 35 si parte, dopo 10 minuti ci riperdiamo: quando si dice organizzazione Filini…; dopo un’ora, una macchina è a Mestre, una a Rovigo, il pulmino è a Padova: della serie uniti e compatti.

VINCI PER NOI!

Dimenticavo, è la prima vera trasferta del gruppo quest’anno, (a Spezia eravamo giusto in 4 e ad Avellino era a porte chiuse), un gruppo che in sintonia col Bologna ha cambiato volto, con innesti importanti, giunti in terra controtendenza nel convulso mercato estivo. Max, ottimo terzino fluidificante, dotato di fisico snello ma scattante, si è dedicato alla causa con spirito di sacrificio, unica pecca, nei contrasti in difesa spesso travolge i propri compagni di reparto lasciando segni evidenti sul loro corpo. Lucio, fantasista e fantasioso centrocampista avanzato munito di pancetta, porta una ventata d’aria caraibica marocchina e si trova subito in sintonia col suo nuovo compagno di reparto, il massiccio Elia. Barbara, il suo ruolo agli occhi di scrive è ancora poco chiaro (sicuramente per una mia deficienza nell’inquadrare l’animo femminile), ma evidenzia buone doti tecniche e soprattutto una gran gentilezza verso i suoi nuovi compagni. Justin, il gran colpo di mercato dell’ultimo secondo: un po’ come l’affare Adailton, è stata a lungo corteggiata dal nostro presidente e nonostante le sue iniziali ritrosie a cambiare squadra (una postazione in curva non si cambia tanto facilmente) alla fine si è decisa ad entrare nelle fila controtendenza: evidenzia da subito buone capacità d’inserimento e di gruppo e se non fosse una definizione un po’ ambigua, la si potrebbe definire “donna spogliatoio”. Insomma un ottimo innesto, unica pecca, quando vede Marazzina si trasforma in una teen-ager urlante e la cosa esaspera gli animi dei trogloditi-maschilisti-misantropi del gruppo, di cui orgogliosamente faccio parte.

VINCI PER NOI!

E ovviamente a questa trasferta non poteva mancare lo zoccolo duro dei trafertisti: il giovane ragazzo inglese, munito di figlia (la piccola) al seguito, il massiccio elia munito del suo solito campionario di stati d’animo che vanno dall’abbacchiato cronico alla fattanza sonnacchiosa e il sottoscritto munito d’improvvisa sobrietà e lucidità di riflessi. Ad essi si aggiungono il presidentissimo bomber e alpha, che miracolosamente partecipano ad una trasferta, ivan, che oramai è assodato che porta bene visto che quando viene in trasferta si vince sempre e di gusto, steve fido compagno di viaggio di max (mi giunge dalla regia che ha una malsana passione per ramazzotti, da cui prendo spunto per informare dell’avvento della polizia dittatoriale della musica all’interno del gruppo, che non permetterà mai più simili cadute di stile) e un manipolo (vabbè, tre, però manipolo è un termine che fa figo) di giovani ragazzotti raccattati (a forza) sul forum rossoblu, possibili nuovi innesti del mercato di riparazione, il tutto però dipende dalla voglia del presidente di mettere mano…

VINCI PER NOI!
Ma torniamo alla trasferta. Ad altezza Udine, per motivi ancora oscuri e tutt’ora la vaglio della polizia stradale, il pulmino distanzia tutte le macchine, con una che arranca nella tangenziale di mestre e l’altra dalle parti di portogruaro. Al casello di Trieste il pulmino e la macchina si ricompattano e decidono di proseguire alla volta dell’agriturismo, mentre la seconda macchina si è accodata all’autubus della vecchia guardia che doveva arrivare al nostro stesso posto. Il problema era trovarlo questo posto, le mie indicazioni dicevano “arriva al paese tal dei tali e li chiedi perché in questo paese le vie non hanno nome” Il problema che il paese tal dei tali sembrava il set di un film di sergio leone, dove le uniche forme di vita erano una balla d’erba che rotolava e una vecchietta forse già più di la che di qua che parlava una lingua estinta una mezza dozzina di secoli fa.

VINCI PER NOI!
Però alla fine l’agriturismo compare all’orizzonte e i vostri eroi prendono posto in un grazioso terrazzino esterno ed inizia la libagione che comprende in ordine sparso: una sottospecie di canederlo non in brodo ma con ragù-di-qualcosa attorno (voto 9); una crepe di spinaci-e-altre-cose-verdi candidamente adagiata in un mare di burro fuso (voto 5); straccetti di carne e funghi freschi (voto 8); zucchine, melanzane e lonza di maiale fritte (voto 8); cevapceci, credo, con salsa piccante (voto 6), peperonata-per-tergiversare (voto 6), salsiccia, fagioli e polenta (voto 7), torta di pere (senza voto, che odio le pere), vinello bianco ab limitum di discreta qualità, amari di dubbia provenienza e grappe mortali il tutto a 20 euri a cranio. Oserei dire per nulla male. Durante il pranzo ci raggiunge la vecchia guardia, mentre la seconda macchina, per cause ancora al vaglio della polizia di frontiera, si è persa nel paese e voci incontrollate davano i suoi componenti obbligati ad ubriacarsi in un ristoro per camionisti slavi. La voce non è stata né confermata né smentita, fatto sta che sono sopravvissuti e questa è la cosa più importante.
VINCI PER NOI!
Barcollanti si ritorna sul pulmino e dopo aver ammirato le bellezze architettoniche del complesso di melara (un incubo d’edilizia popolare anni 70, al cui confronto il virgolone del pilastro sembra un castello della Loira) si arriva al Nereo Rocco. Superati i controlli di rito (decisamente blandi e “umani”, oramai sono sempre più convinto che quello che passiamo noi al Dall’Ara sia una sorta d’esperimento perverso nei confronti dei tifosi) ci appostiamo nella parte alta del settore ospiti di fianco agli ultras, attacchiamo le nostre due nuove pezze “io tifo bologna” e quella “BFC con croce su sfondo blu”, srotoliamo le bandiere che sono talmente tante da non riuscire a sventolarle tutte insieme senza causare incidenti aerei, ritroviamo i componenti della macchina dispersa, inizia la partita e iniziamo a cantare.
VINCI PER NOI!
Siamo all’incirca in 300, c’era chi si aspettava di più, onestamente ho smesso di pormelo come un problema. Nel primo tempo facciamo un buon tifo, ma nulla di trascendentale. I triestini, probabilmente decimati da più di un solo problema (onestamente non conosco nel dettaglio la loro situazione interna ma credo che non debba essere semplice) sono veramente in pochi e la loro curva si fa sentire poche volte. Non hanno striscioni, ma solo qualche pezza e una bandiera italiana.Nel secondo tempo, complice anche l’entusiasmo del risultato, il nostro tifo sale di tono e costanza e raggiunge l’apice nei “15 VINCI PER NOI” ripetuti a cui fanno eco anche le risposte scherzose dei triestini, in una scarpata, in una magliata, e in un paio di vecchi cori anni 70. Era un bel po’ che non mi divertivo tanto in curva. Da segnalare la presenza di stewart donne di cui un paio decisamente carine.
VINCI PER NOI!
Si riparte felici, talmente felici che dopo mezz’ora che sto guidando m’accorgo di essere praticamente l’unico sveglio, mentre i famosi tramonti a nord-est mi fanno compagnia. Sosta all’autogrill di Cessalto e in preda ad una crisi mistica agevolata da un pulmino di zingari che spara musica zigana a volumi impensabili, decido di farmi venire a recuperare dalla mia ragazza che abita da quelle parti e mi lascio abbandonare all’autogrill. Gli altri proseguono verso Bologna, mentre nell’attesa faccio amicizia con un camionista rumeno che mi offre una birra.
3 a 1 PER NOI!
VINCI PER NOI!
Gianluca

venerdì 11 gennaio 2008

LA TRASFERTA A FROSINONE (27-10-2007)

L’assenza dei valorosi Bomber e Gianluca mi proietta nel ruolo di reporter della curiosa trasferta in terra Ciociara. Il Bologna si presenta all’appuntamento forte di tre vittorie per 1-0 consecutive contro Lecce, Piacenza e Treviso che lo proiettano al terzo posto in classifica.
Il Gruppo ControTendenza accoglie per la prima volta in trasferta un carichissimo Stefano (aka Marylin “il toro di Montecalvo”), l’instancabile Elia, il giovane Inglese ed il sottoscritto, che ad Ottobre batte già il proprio record stagionale di partite del Bologna viste lontano dal Dall’Ara.
Il ritrovo delle 9.30 viene rispettato al minuto da tutti (chissà perché…) e si parte tra freddo e pioggia avvolti in piumini e giacconi di ogni genere. Il viaggio nel primo tratto tosco-appenninico si svolge tranquillamente, se si esclude un tamponamento avvenuto qualche macchina dietro di noi… Verso le 11.30 ci fermiamo in un primo autogrill dove incolliamo fieramente adesivi “IO TIFO BOLOGNA” sopra di ogni superficie sufficientemente liscia. Si riparte e dopo pochi chilometri becchiamo il primo autobus di juventini diretti a Napoli. Passati i Drughi l’Inglese decide che è il momento di spiccare il volo con la Red Bull tenuta nel bagagliaio. Ci fermiamo così in un secondo autogrill in tutta tranquillità ed appena aperta la portiera, Elia nota un secondo autobus di gobbi in sosta nella zona mezzi pesanti ed è a quel punto che noto qualche scritta “Viking” sulle felpe… “Oh regaz, forse è meglio tirar dritto”, l’Inglese recupera in fretta la sua Red Bull e ripartiamo polleggiati tra gli sguardi curiosi (eufemismo) dei bianconeri. In territorio laziale stesso refrain in un autogrill con un altro pullman di milanesi juventini ma a questo giro tiriamo dritto appena notati.
Poco dopo Orte incontriamo finalmente i nostri: ci ricongiungiamo con la seconda pattuglia ControTendente che aveva deciso di tagliare giù per l’E45. Al timone Gibbo, accompagnato dall’immancabile Max che da Trieste non ha saltato una trasferta e l’imprescindibile Barbara per la quale vale lo stesso discorso! Il tempo è primaverile: 23 gradi che sono una manna raffrontati al grigiume petroniano di fine Ottobre.
Finalmente arriviamo al casello di Frosinone, usciamo e ci immettiamo su di uno stradone che sembrerebbe essere la Casilina. Il navigatore ad un certo punto ci indica di svoltare a destra ma i cartelli sembrano negare l’accesso ai veicoli non autorizzati e quindi tiriamo dritto. Erranti, dopo un giro a vuoto seguiamo le indicazioni per lo stadio e finiamo nella tana del lupo (cit. Inglese). Fortunatamente, alla luce dei rapporti di “neutralità” con i tifosi Ciociari non abbiamo problemi
sotto la curva gialloblù ed un vigile ci indica la strada verso il settore ospiti.
Scendiamo dalle macchine ed una volta distribuite le bandiere ci addentriamo nel nostro spicchio. I controlli non sono opprimenti ed oltre alle bandiere riusciamo a far entrare i vari stendardi senza troppi problemi. Un altro mondo rispetto a Bologna.
Dentro lo stadio ci sistemiamo alla destra dei Forever Ultras ed andiamo ad attaccare le nostre pezze al plexiglas che ci separa dal campo, ben visibili in queste foto: http://www.frmagazine.it/sport/frosinonecalcio/fotogallerie/?gal=10&pic=2
http://www.frmagazine.it/sport/frosinonecalcio/fotogallerie/?gal=10&pic=30
I bolognesi nel settore ospiti sono circa 150-200 e non molto compatti. Lo stadio Matusa non brilla certo per bellezza architettonica, con le 2 curve ed i Distinti composte da tubi d’acciaio degne del circo Togni. La tribuna centrale - l’unica su base cementata - cui il tetto coprirà sì e no 500 posti a sedere pare inferiore persino a quella dello stadio di Sestola. Ma tant’è, e dalla nostra curva riusciamo ad assistere al match sicuramente meglio che dalla Curva Andrea Costa del Dall’Ara.
Si inizia a cantare da 15/20 minuti prima della partita ma pur con tutto l’impegno dei presenti, il tifo non raggiungerà mai vette memorabili. La curva del Frosinone si presenta compatta e “a muro”, abbastanza colorata e piena di striscioni ma al contrario di noi, priva o quasi di bandiere. Si fanno decisamente sentire nell’arco dei 90 minuti, ma a potenti cori alternano silenzi assordanti. Ad ogni modo né da una parte né dall’altra partono cori offensivi e malgrado alcune decisioni arbitrali che irritano il pubblico locale, la neutralità tra le varie tifoserie viene rispettata. Chi volesse farsi un’idea sul tifo può guardare questo video:



La partita non è un granché, qualche occasione sporadica da ambo le parti che non si concretizza. Il Bologna si riassume in un gran destro di Daino che scalda le mani al Sicignano, un buon tiro di Carrus che conclude dall’interno dell’area ed una punizione velenosa di Adailton. Poi tra le proteste per un possibile rigore non dato a Cariello e la penosa espulsione di Marazzina l’incontro si conclude con il risultato più logico. Uno 0-0 da non buttare visti i precedenti, a patto di fare bottino pieno contro Ascoli e Modena.
Ripartiamo verso Bologna con il massiccio Elia alla guida, decretando la pennichella dell’Inglese e del sottoscritto per gran parte del viaggio. C’è poi tempo per le assurde barzellette di Marylin condite da una memorabile scoreggia in quel di Chianti, che fa da contraltare al notevole peto dell’Inglese durante il viaggio d’andata. Ed è così, tra rutti vari e nebbia griffata Original Mantova Import che arriviamo a Bologna, poco dopo le 11, discretamente soddisfatti dal punto racimolato in Ciociaria ma consapevoli che per arrivare al sospirato traguardo ci sarà da lottare e soffrire. Tutti insieme ce la possiamo fare, bisogna crederci!!
Riccardo (Alpha)