domenica 26 febbraio 2012

Gonzalo Bueno al Bologna

GONZALO BUENO E’ UN GIOCATORE DEL BOLOGNA. ORA E’ UFFICIALE…




E’ fatta per Gonzalo Bueno. Il giocatore, classe ’93, ha firmato l’accordo e rispedito la documentazione al Bologna. L’arrivo del giocatore, che secondo le ultime indiscrezione pervenute al Bologna avrebbe anche il passaporto portoghese rendendolo quindi comunitario, è previsto in estate anche se, non è da escludere, una capatina prima per visite mediche e presa di contatto con l’eventuale nuova sistemazione. Da segnalare che Bueno potrebbe rientrare nei programmi di Tabarez come possibile elemento della nazionale dell’Uruguay che parteciperà alle Olimpiadi.


(sito emanuele righi)

domenica 19 febbraio 2012

delirio rossoblu'! solo che.....

...un Grandissimo Bologna umilia l'inter a s.siro,grande festa a casteldebole per il rientro della squadra....sono felice pero'.....pero' avrei dovuto essere la' e sarei stato sicuramente la' se non fosse stato per quel cristo di tessera.....anche se a s.siro due vittorie ero riuscito a vederle...GRAZIE RAGAZZI!

INTER-BOLOGNA 0-3 La notte magica del Bologna


l'Inter si arrende a Di VaioDoppietta del capitano in un minuto, poi il sigillo di Acquafresca. Preziose le parate di Gillet prima e dopo il vantaggio. L'ultima vittoria in campionato a San Siro era del 1998, la firmò Paramattidi FRANCESCO SAVERIO INTORCIA



La gioia di Marco Di Vaio

L'aria d'impresa l'aveva respirata già Michele Paramatti alla vigilia. "Vincere a San Siro si può", aveva detto il difensore che firmò gli ultimi due successi del Bologna in casa Inter: in campionato nel '98 e nello spareggio Uefa del '99. Ieri il testimone l'ha raccolto Marco Di Vaio: due gol in due minuti per stendere i malconci nerazzurri di Ranieri e bissare l'impresa del febbraio 2011. Allora, il capitano con due reti stese a domicilio un'altra grande in crisi, la Juventus, senza pietà. Era stata quella anche la sua unica doppietta.



Di Vaio non aveva mai segnato all'Inter con la maglia del Bologna (in passato, cinque centri ufficiali contro la Beneamata). Ma aveva promesso: "Ci sarà una sorpresa". E la sorpresa l'ha firmata con due reti fra il 37' e il 38' del primo tempo, dopo che Gillet era stato prodigioso nel mantenere lo 0-0. Bravo di piedesu Maicon e su Forlan, il belga ha tenuto a galla il Bologna, che è poi passato alla prima occasione. Numero di Ramirez su Lucio, palla in mezzo, assist di Perez a Di Vaio che ha saltato Nagatomo e l'ha messa dentro. Un minuto dopo, un clamoroso stop di petto sbagliato da Ranocchia ha finito col regalare l'assist al capitano rossoblù per il comodo raddoppio.



Schierato col 3-4-1-2, con Diamanti alle spalle di Ramirez e di SuperMarco, il Bologna è stato come sempre quasi perfetto in copertura, ma stavolta anche cinico davanti. Nella ripresa, Gillet non si è fatto superare da Forlan (girata debole al 14') né dall'incocciata pericolosa di Ranocchia (21'). Pioli ha affrettato i cambi: Taider per Diamanti, poi Kone per Ramirez, infine Acquafresca per Di Vaio. E proprio l'ex Cagliari e Inter ha segnato un gol strepitoso al 40': palla al piede, ha saltato quattro uomini e depositato in rete di sinistro. Tutto questo mentre l'Inter aveva già perso tutto: Moratti aveva lasciato lo stadio in anticipo, Castaignos aveva provato a colpire con uno sputo Raggi. Il Bologna, invece, era già a festeggiare
 
(repubblica on line)

sabato 11 febbraio 2012

Gazzetta dello sport .... carta da cesso...

gia',come faccio a dirlo magari hanno ragione....beh per certe cose bisogna andare a sensazione anche perche' insinuare merda come e' accaduto a Repubblica lo scorso hanno senza produrre prove o come fa qualche scribacchino bolognese e' troppo facile.
La solerte Gazzetta che mi capita di leggere solo quando sono nelle zone Padane mai degna il bfc di attenzione se non perche "ramirez si avvicina all'inter" o "porcedda scappa" o "di vaio entro in centro con un pas falso" o anche perche' "magari c'e' bufera all'interno dello spogliatoio".
Dunque un tizio dice all'altro"non preoccuparti sistemiamo alla prossima che conosco portanova e di vaio"...cazzo che prove..da paura!
Per evitare equivoci ribadisco che se c'e' del marcio deve uscire.altrimenti diventeremmo come La gazzetta dell'antisport che si arrampica per difendere "i mazzini "in calciopoli e pensa che lo sport sia tifare per tre squadre miliardarie e fan culo il resto....

Resto convinto che quest'odio nasca da lontano,papa' che nel 64' si scontrarono con la "potente " stampa Bolognese che hanno tramandato hai figli il sacro "dettame"
Un po' di vecchio e sano campanilismo please!

p.s.

Iacovelli ma per rubeintermerdaconilmilan avresti usato lo stesso stile?!?! DUBITO!

Sesar

giovedì 9 febbraio 2012

Per sempre con noi 09-02-2012


Niccolò nasce a Firenze il 22 Maggio 1983.


Frequenta l 'American School a Milano, Napoli, Torino, città dove la famiglia si sposta per motivi di lavoro.

Inizia a tirare i primi calci ad un pallone nel 1993, vestendo la maglia del Torino; l' anno successivo, seguendo l' ultimo importante trasferimento di babbo Giovanni, indossa la maglia del Parma.

Nel 1995 torna nella natia Firenze ed indossa con orgoglio la maglia della "sua" Fiorentina.

Nel frattempo, dopo aver conseguito la Licenza Media Inferiore presso l' Istituto "La Querce", si iscrive al Liceo Scientifico dell' Istituto Salesiano.

Resta quattro stagioni in maglia viola, seguendo l' iter che lo porta dai Giovanissimi fino alla Primavera.

Nel 1998 inizia l' avventura con la Nazionale Under 16, partecipando alle Qualificazioni Europee.

E' lì che viene notato dagli osservatori dell' Arsenal, i quali, nell' estate successiva tramite il responsabile del Settore Giovanile Liam Brady vecchia conoscenza del calcio italiano, lo convocano a Londra per un provino.

Deciso e risoluto ad affrontare quest' avventura, si trasferisce nella capitale inglese e contribuisce alla conquista del Campionato Under 17 e alla vittoria della mitica Coppa d' Inghilterra Under 18.

Non perde però di vista gli studi, preparandosi privatamente sia all' ammissione del IV anno del Liceo Scientifico, che all' esame del I anno universitario Inglese, superando brillantemente entrambe le prove.

A fine stagione la nostalgia per una vita semplice e normale per un diciassettenne, scuola, amicizie e attività sportive, ha il sopravvento su una vita monotona dove il calcio è il solo aspetto dominante.

Dopo un' estenuante trattativa il Bologna F.C., nella persona del D.G. Cinquini, riesce a prendere Niccolò in prestito dall' Arsenal. Viene aggregato alla Prima Squadra e si iscrive al IV anno del Liceo Scientifico "San Luigi".

Dopo aver disputato alcune amichevoli, il Mister Francesco Guidolin lo porta in panchina nella prima partita del Campionato di Serie A 2000-2001 e lo manda in campo a sette minuti dalla fine.

E' il 1° Ottobre e Niccolò esordisce in Serie A a 17 anni!

Nel Gennaio 2001 Disputa con la Nazionale Under 18 la Meridian Cup, impressionando tutti gli addetti ai lavori per personalità ed eleganza.

Dopo il 9 febbraio 2001........ nasce l' idea della Fondazione.

(tratto dal sito della fondazione)

sabato 4 febbraio 2012

Amarcord 88/89

Il Bologna di Maifredi ottiene a Lecce il punto decisivo per la salvezza con un gol
nel finale di Marco De Marchi.

Serie A 1988-89, trentesima giornata


Lecce, 28 maggio 1989

LECCE-BOLOGNA 1-1

Reti: Pasculli (L), De Marchi (B).

Serie A 1989-90, trentaduesima giornata

Lecce, 14 aprile 1990

lunedì 23 gennaio 2012

AMMONIZIONE AD OROLOGERIA

Gaston Ramirez, migliore in campo in Bologna-Parma, non potrà giocare contro Roma perchè l'ammonizione "inventata" da Bergonzi dopo l'ennesimo fallo capovolto ha fatto scattare la squalifica.
Bisognava apparecchiare la tavola a sua maestà Totti e Bergonzi si è dimostrato un bravissimo cameriere.

giovedì 19 gennaio 2012

La rabbia di Portanova

Da Tuttomercatoweb          



Dopo due domeniche di stop a causa squalifica,Daniele Portanova afferma oggi in conferenza stampa che d'ora in poi non aprirà più bocca in campo. Tra il serio e il faceto, il difensore rossoblu racconta con il suo conosciuto accento romano l'episodio accaduto nel recupero di Bologna - Roma e che gli è costato il cartellino rosso: "Ho solo detto 'Smettetela di fare i bambocci' ma da questo ho imparato la lezione. Noi a Bologna non ci possiamo permettere di dire A e siamo la squadra più corretta nei confronti degli arbitri".