martedì 14 aprile 2009

Papadopulo nuovo Mister......giocata anche l'ultima carta....

Oggi pomeriggio a Casteldebole è stato presentato il nuovo tecnico rossoblù, Giuseppe Papadopulo: queste le sue prime parole. “Vedo che l'attesa è tanta: cercheremo di essere all'altezza della situazione. So di essere approdato in una società importante e che ha prospettive: proprio queste mi hanno convinto di fare la scelta giusta, venendo a Bologna. In precedenza ho avuto anche altre opportunità, da me declinate per varie ragioni. Cosa le fa pensare che ci si salverà? “Sono molte: soprattutto, il fatto che il Bologna, decidendo di cambiare allenatore in questo momento, dimostra di voler rimanere aggrappato a questa categoria. È una società importante che sta per tagliare il traguardo dei 100 anni di storia ed è naturale che voglia farlo nella categoria conquistata con tenacia e bravura l’anno scorso. Poi conosco tutti i giocatoti in rosa: alcuni li ho avuti, molti li ho incontrati da avversari, tutti li ho studiati dall’esterno e so che possono benissimo centrare la salvezza. Ovviamente ci sarà da lavorare”. Ha già in mente un modulo su cui puntare? “Sono stato contattato solo ieri in tarda serata e non ho avuto molto tempo da dedicare alle mie idee, che ovviamente ho e cercherò di confrontare col materiale a disposizione, con l’obiettivo di mettere in campo una squadra che sappia esaltare le proprie doti. Le nostre idee dovranno essere condivise dal gruppo perché, se non fossero recepite in nella maniera migliore, questo potrebbe generare un effetto boomerang. Non escludo di utilizzare la difesa a quattro, all’occorrenza, ma in questo momento propenderei per una difesa a tre: questo ci darebbe la possibilità di usare più attaccanti e centrocampisti, avendo così ad un tempo equilibrio in fase di non possesso e propositività e incisività in avanti, con due attaccanti e gli esterni pronti a chiudere l’azione”. Che tipo di accordo ha raggiunto con la società? “La priorità è guardare al breve, al raggiungimento dell’obiettivo prefisso. Se lo dovessimo raggiungere, questa è una società importante per miriadi di aspetti e mi auguro di poter impostare anche un discorso per il futuro: se le due parti dovessero trovare le condizioni per continuare il rapporto, non vedo perché non lo si debba fare”. Dovrà gestire una rosa di 30 giocatori. “Anche in rose meno copiose ci possono essere problemi di gestione, perché comunque quattro o cinque giocatori devi lasciarli a casa non per volontà penalizzatrice. Noi cercheremo di far sentire tutti importanti: questo è il nostro intento, tutti devono sentirsi partecipi”. Il calendario propone una serie di scontri diretti: le piace? “Gli scontri diretti mi piacciono, specie se riusciamo a vincerli! Per dire se il calendario mi piace dovrei avere una palla di vetro: tutte le partite vanno giocate e a volte quelle apparentemente più alla portata risultano difficili perché non hai un approccio sufficientemente feroce, altre volte squadre che non hanno obiettivi particolari sono sgombre da ogni condizionamento e quelle partite diventano armi a doppio taglio (vedi Cagliari e Siena) perché pensi di poter spiccare il volo e invece rimani deluso”. Porterà la squadra in ritiro? “Abbiamo deciso in questo senso per avere la possibilità di un maggior approfondimento della conoscenza reciproca: non per portare via i ragazzi da qui o perché il clima sia ostile. Anzi, contiamo molto sull’apporto del pubblico: per noi sarà molto importante”. Come sono stati questi nove mesi senza calcio per lei? “Ho dedicato più tempo alla famiglia, ciò che di rado è permesso agli allenatori, ma sempre seguendo con attenzione il calcio, che è la mia vita. In questi mesi ho avuto tanti contatti, soprattutto con società di Serie B che vedevano in me la persona che potesse portarli in A, ma avevo fatto un voto con me stesso: quello di non tornare più in B, dopo il sesto posto ottenuto a Palermo e la verifica di me stesso (con promozione in A) a Lecce, a costo di rimanere fermo se non avessi avuto la possibilità di approdare in una squadra di A importante. Ho avuto anche proposte in Serie A, che tengo per me, ma nelle quali non credevo fermamente di riuscire: non mi sento una persona che fa i miracoli, ma uno che crede in quello che fa e nelle proprie scelte. Quanto al Bologna, appena sono stato chiamato a tarda sera, non ci ho pensato due volte: non ho nemmeno interpellato la famiglia, ho accettato di vederci e di parlarne, trovando molti punti in comune”. Che approccio avrà in questi primi allenamenti? “Farò ricorso a situazioni sperimentate in altre società dove mi sono insediato in corso e cercherò di essere abbastanza diretto. Avrò un approccio coinvolgente, che metta ognuno di fronte alle proprie responsabilità, individualmente e collettivamente: si parte da zero, da questo punto di vista, nessuno ha alibi né può accampare scuse, e lavorerò sul campo un po’ come San Tommaso, voglio vedere per credere. Cercherò di trasmettere la mia carica, anche se non mai è un’operazione facile. E devo far capire che sono venuto qua per avere più fortuna di chi mi ha preceduto, senza escludere lavoro fatto sin qui: se raggiungeremo l’obiettivo della salvezza, credo che faccia piacere anche ad Arrigoni e a Mihajllovic”.di Paolo Villani (dal sito del bfc)


siamo senza parole dopo lo squallore di sabato,bene che la societa' abbia tentato anche l'ultima scossa,bene anche che se ne vadano in ritiro (io la pasquetta ie l'avrei fatta passare a siracusa in ritiro...) purtroppo i giocatori restano quelli , oltre ad essere scarsi non sono neanche seri professionisti e si vantano magari dal parrucchiere di far la guerra a quel mister o a quell'altro.
Oppure si allenano un mese seriamente e l'altro no......oppure vanno a trovare la ex squadra
e fanno finta di giocare ..... oppure fanno gli sboroni alle cene...,..oppure si mettono a litigare per cazzi che col bfc non c'entrano niente mentre escono dal campo.....comunque forse fondendo 3 giocatori assieme ne salterebbe fuori uno decente.
Sembra incredibile l'accozzaglia di gente messa in squadra, un'errore dietro l'altro .
La serie b pare la giusta conclusione di una tale gestione.Naturalmente il nuovo santo di bologna
il dott.cazzola ne e' assai responsabile nonostante le sue chiacchere....
Mister non ti far fregare .....di vaio di punta e 5 centrocampisti con la bava alla bocca
non esiste altra strada.
crepi il lupo.
sesar